Divertiamoci leggendo

Storia di Malala

su 14 ottobre 2013

Il primo progetto di Bookcity che parte nella nostra scuola è “Una ragazza pakistana ribelle”.

Nel mese di settembre le classi 3A, 3B e 3C hanno iniziato a leggere il libro Storia di Malala scritto dalla giornalista Viviana Mazza.

9788804633679

Il libro racconta la vicenda di Malala, una ragazza pakistana di solo undici anni che decide di contrastare i talebani che impongono il divieto alle ragazze di frequentare le scuole. Ne ha quindici quando, in un giorno come tanti, mentre insieme alle sue amiche sta andando a scuola, i talebani tentano di ucciderla sparandole in faccia. Viene trasportata in Inghilterra dove viene operata e salvata, ma dove ricomincia anche ad andare a scuola per inseguire il suo sogno di diventare medico. Con l’appoggio della sua famiglia, Malala ha scelto di lottare senza armi né violenza, ma con il coraggio delle parole e dell’istruzione, con la forza della verità e dell’innocenza.

Il 12 luglio 2013, giorno del suo sedicesimo compleanno, Malala è stata invitata a tenere un discorso all’ONU sulla sua storia, testimonianza dell’importanza dell’educazione come strumento dell’emancipazione femminile e di una società più libera e giusta. Candidata al premio Nobel, Malala è un esempio di coraggio per tutte le bambine del mondo. Oggi sappiamo che non le è stato assegnato questo premio prestigioso, ma l’immagine e il messaggio che ha comunicato in questi giorni con il suo volto, la sua storia e le sue parole valgono molto di più.

Una vicenda reale che ci avvicina ad un mondo lontano dal nostro, inconcepibile per noi, spesso annoiati e stufi degli impegni scolastici ritenendo spesso che la scuola sia tempo rubato al gioco e al divertimento. Malala ci insegna il coraggio di lottare per i propri diritti  e ideali, l’importanza dell’istruzione e della cultura per sconfiggere coloro che fanno dell’ignoranza un arma per imprigionare i popoli.

Giovedì il nostro Istituto ha avuto il piacere di ospitare per la prima volta un autore: la giornalista e scrittrice  di questo libro, Viviana Mazza, che ci ha raccontato come è nata l’idea, come è stato scritto e soprattutto ci ha avvicinato con i suoi racconti alla realtà del Pakistan e di alcuni paesi confinanti in cui ai nostri giorni si lotta ancora per diritti umani per noi scontati. Un’autrice giovane con una grande voglia di confrontarsi con il parere dei suoi giovani lettori che ha saputo coinvolgere e affascinare con i suoi racconti. Gli alunni hanno potuto avvicinarsi alla lettura in un modo diverso, nuovo e per questo ringraziamo davvero di cuore Viviana per essere venuta nella nostra scuola a raccontarci la sua esperienza. Non vediamo l’ora di rincontrarla il 21 di novembre a Bookcity e condividere le nostre riflessioni con lei.

E ora ragazzi tocca a voi scrivere e raccontare le vostre impressioni su questa esperienza e sulla storia che stiamo leggendo insieme!!!

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19 responses to “Storia di Malala

  1. Marzi scrive:

    INCONTRO CON LA GIORNALISTA- SCRITTRICE VIVIANA MAZZA

    L’ impressione che la giornalista Viviana Mazza mi ha dato al primo impatto è di una ragazza che ha viaggiato molto, si vede dal modo di vestire e di parlare.
    Come giornalista – scrittrice mi piace molto perché lei lo fa col cuore e questo si nota da come ha raccontato la storia di Malala.
    La maggior parte dei ragazzi non sarebbero stati attenti al discorso di Viviana Mazza, ma lei ha un modo di raccontare particolare e degli argomenti talmente interessanti che i ragazzi non si annoiano. Forse ci riesce perché ha scritto un libro per ragazzi “LA STORIA DI MALALA “.
    Dell’ incontro che abbiamo fatto, una cosa mi è rimasta impressa: io ero convinta che Viviana Mazza avesse intervistato realmente Malala, in realtà ci ha detto che lei non ha mai incontrato Malala ma ha intervistato solo il padre e alcune sue compagne di classe .
    Nell’ incontro la giornalista-scrittrice ha fatto passare delle foto del Pakistan tra cui c’era quella del pulmino dove quella mattina Malala era seduta e mi ha fatto impressione perché a Londra hanno pulmini scolastici con vetri tutti chiusi con porte elettroniche riscaldamento e sedili mentre il pulmino di Malala era senza riscaldamento e al posto dei sedili c’era solo un asse di legno con sopra della stoffa e non era riparato.
    Spero che Malala vinca il Nobel per a pace perché lei, nonostante le abbiano sparato e fosse sull’orlo della morte, dice che non odia i suoi attentatori, ma dice solo che hanno sbagliato.
    Penso che noi dobbiamo seguire le orme di Malala.

  2. martina scrive:

    Giovedì abbiamo incontrato Viviana Mazza,la giornalista e scrittrice del libro:”Storia di Malala”. L’incontro mi è piaciuto molto, perchè ho scoperto cose che sul Pakistan non sapevo; per esempio che nel Pakistan i talebani obbligano la gente a fare delle cose, cioè gli dicono che devono chiudere i loro negozi, oppure alle donne e alle ragazze non permettono di fare nulla come andare a scuola, ascoltare la musica, mettersi lo smalto… e se non le rispettano li ammazzano. Questa cosa non è giusta e deve essere abolita!
    All’inizio dell’incontro mi sono un po’ annoiata, ma dopo, quando abbiamo iniziato a fare domande alla giornalista, mi sono “risvegliata”.
    Il libro mi piace molto, anche se non lo abbiamo finito di leggere, perchè ci fa’ capire che nel Pakistan la gente sta soffrendo per colpa dei talebani e non è giusto!
    Io credo che Malala riuscirà a prendere il nobel per la pace, perchè ci ha fatto capire che tutti siamo fratelli e sorelle e che i talebani devono smetterla di fare leggi e di far soffrire le persone!
    Viviana ci ha detto che lei non ha incontrato Malala ed è stata brava a scrivere il libro perchè ha visto solo dei documentari su Malala e non ha potuto intervistarla, ma vorrebbe farlo.
    Ci ha anche detto che lei ha girato un po’ tutto il mondo, perchè facendo la giornalista, quando deve trovare notizie, deve andarsele a cercare e per questo a fine novembre lei andrà in Afganistan.
    Questo incontro mi è piaciuto molto, anche perchè è stata la prima volta che incontravo una scrittrice.

  3. Angelo scrive:

    Incontro con la giornalista Viviana Mazza

    Giovedì abbiamo incontrato la giornalista Viviana Mazza per spiegarci il suo nuovo libro “Storia di Malala”.
    Durante la spiegazione del libro, ci ha fatto vedere delle immagini che aveva messo nel suo libro, esse rappresentavano alcune parti della vita di Malala, ad esempio l’autobus con cui andava a scuola o una bicicletta. Dopo di che abbiamo avuto la possibilità di farle delle domande, le più interessanti sono state: “E’ difficile scrivere un libro?, Hai mai intervistato Malala?, perché nel tuo libro hai utilzzato il flash back?, sei mai stata in Pakistan?”.
    Le sue risposte, secondo me, sono state un po’ vaghe, ma quello che mi ha colpito di più di ciò che ha detto è stato che aveva solo due mesi a disposizione per scrivere il libro.

  4. Christian scrive:

    L’incontro con la giornalista Viviana Mazza mi è piaciuto molto, perchè ha approfondito la storia di Malala, ma sopratutto la storia che ha “causato” la pubblicazione del suo libro. Anche se lei non l’ha conosciuta di persona ha saputo spiegarci e raccontarci nel migliore dei modi la storia di Malala tramite il suo libro e tramite l’incontro. La storia di Malala è passata dall’inferno al paradiso, cioè, è stata a un passo dalla morte fino ad arrivare alla nomination per il Premio Nobel per la Pace; ha addirittura fatto un discorso all’ONU per sensibilizzare alla non-istruzione di milioni di bambini nel mondo, sopratutto nei paesi in via di sviluppo o sotto-sviluppati. Malala per la sua battaglia è riconosciuta in tutto il mondo anche se i Talebani (gli autori del suo attentato) hanno fatto, svariate volte tramite video-conferenze, minacce di morte a lei e alla sua famiglia l’ultima minaccia è avvenuta dopo la sua sconfitta al Premio Nobel per la Pace. Malala spiega nel suo discorso che i Talebani cercano di sottomettere le persone con i proiettili e come in altri paesi i conflitti impediscono a migliaia di bambini di istruirsi, e dice anche (nei confronti dei Talebani) che nell’Islam si parla di istruzione come diritto e dovere di ogni bambino. Malala dopo l’attentato dice che non prova rancore o rabbia nei confronti del Talebano che le ha sparato ma solamente pietà.
    Malala ha vissuto la sua vita lottando per un proprio diritto, l’istruzione. Malala non andava in una scuola ultra tecnologica e non andava neanche in autobus con seggiolini o con semplici finestrini ma andava a scuola in una macchina con un rimorchio e con delle panche fatte di legno.
    Malala ora è un esempio di pace e di ribellione pacifica contro terroristi e estremisti verso la non-istruzione per la donna e per i più piccoli.

  5. Matteo scrive:

    Incontro con la giornalista Viviana Mazza

    Il 10 ottobre abbiamo incontrato la giornalista Viviana Mazza, autrice del libro che stiamo leggendo in classe: “Storia di Malala”.
    Insieme ad altre due terze siamo scesi in aula teatro dove abbiamo incontrato la giornalista.
    All’inizio ci ha raccontato la storia di Malala, una ragazza pakistana perseguitata dai talebani perché voleva che tutte le ragazze nel mondo potessero andare a scuola, cosa che i talebani avevano vietato. Poi ci ha anche detto che Malala ha fatto un discorso all’ONU, ed è stata candidata al premio Nobel per la pace 2013. Il modo in cui Viviana ha spiegato la storia di Malala era talmente coinvolgente e interessante che non ci siamo annoiati.
    Quello che mi ha colpito di più di ciò che ha detto, è stato che aveva solo due mesi a disposizione per scrivere il libro e che tutto quello che ha scritto non l’ha fatto parlando direttamente con Malala ma con il padre e alcune compagne.
    Il sogno di Viviana, infatti, è quello di riuscire a parlare con Malala e farle leggere il suo libro.

  6. Stefano scrive:

    Questo incontro è stato molto particolare soprattutto perché in qualche modo mi sentivo di fare parte di quella storia: con foto,disegni e interviste alle persone più importanti di questa storia. Malala protesta perché vuole mandare i bambini e lei stessa a scuola ma i terroristi anche non sapendo né leggere né scrivere glielo impediscono, e lei, secondo me, è una ragazza molto forte caratterialmente perché, anche se hanno tentato di ucciderla e si è salvata per miracolo, ha avuto la forza di rialzarsi e di continuare la sua protesta. La storia di Malala è una soprattutto una protesta che continua ad andare avanti, ora non solo da lei ma da tante persone che hanno deciso di seguirla. Secondo me,tutto ciò è giusto perché le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini. Quest’incontro mi è piaciuto molto perché ho visto una scrittrice ma soprattutto mi ha colpito molto questo argomento.

  7. Anna scrive:

    INCONTRO CON LA GIORNALISTA VIVIANA MAZZA
    Giovedì abbiamo incontrato Viviana Mazza, che ha scritto il libro “STORIA DI MALALA”, dopo aver pubblicato un articolo sulla storia di questa ragazza, per IL CORRIERE DELLA SERA.
    Grazie a Viviana Mazza abbiamo scoperto molte cose che non conoscevamo di Malala, è una ragazzina di 16 anni che, già da quando ne aveva undici, lotta contro ai talebani, i quali negano la scuola alle donne.
    Eppure Malala, che è una ragazza religiosa, non ha mai letto sul Corano molte delle cose che dicono i talebani, per esempio che le donne non possono andare a scuola o che non si può ascoltare musica o vedere film occidentali. Lei non ha paura: “ I talebani hanno paura delle donne” in quanto l’emancipazione, attraverso la cultura, renderebbe le donne stesse meno dipendenti dagli uomini.
    Malala era candidata al premio Nobel per la pace 2013, ma ciò non avrebbe certo impedito ai talebani di negare l’istruzione alle donne. Non ha vinto il premio Nobel, ma i suoi interventi pubblici sono un chiaro messaggio di come la diffusione dell’istruzione alle giovani donne possa cambiare la cultura che genera le decisioni e le leggi facendo cadere barriere e pregiudizi.
    È diventata famosa quando ha aperto un blog nel 2009 in cui scriveva ogni giorno i cambiamenti applicati dai talebani.
    La giornalista ci ha anche spiegato che in Pakistan, la parte del nord è la più occidentalizzata; nella città di Karaci, essendoci diverse etnie, ci si può vestire come si vuole, invece il sud (dove abita Malala) è più tradizionalista e la religione è estremizzata, infatti nella città Laore (città culturale del Pakistan) si vive di agricoltura e si usano abiti tradizionali.
    Non si può non rimanere ammaliati davanti al grande coraggio di una giovane donna come Malala che è stata forte ed è riuscita da sola ad opporsi alla violenza e al fanatismo.

  8. sara scrive:

    Giovedì 10 ottobre abbiamo incontrato Viviana Mazza, autrice del libro “Storia di Malala”.
    Alla nostra classe insieme alle altre terze ha raccontato la storia di Malala e dei talebani che le hanno sparato nella parte sinistra della testa per farla tacere. Invece non è stato così: lei ha continuato a protestare perchè desiderava tanto che tutti i bambini e lei potessero andare a scuola.
    Io e la nostra classe ci siamo detti un po’ cosa ci aveva colpito di più sulla storia di Malala.
    Quello che a me è piaciuto di più è stato che nonostante Malala fosse così giovane ha continuato a protestare.

  9. Mirko scrive:

    Questo incontro con la giornalista Viviana Mazza mi è piaciuto molto perché sono riuscito a capire molto di più della storia di Malala e di come vivono la propria vita i pakistani. La cosa che più mi ha colpito è che la giornalista e scrittrice Viviana Mazza ha scritto questo libro senza mai aver incontrato Malala, ma solamente sentendo racconti della gente del posto, che la conoscevano per il suo coraggio, la sua forza morale e per la sua caparbietà. Infatti, Malala nn fermerà la sua protesta finché le donne non abbiano più diritti e le bambine e le ragazze possano tornare a scuola. Viviana Mazza ci ha anche fatto vedere delle foto da cui sono stati tratti i disegni che iniziano ogni capitolo. Il sogno della scrittrice è che il suo libro venga tradotto in pakistano e che lo possa leggere Malala in persona. Questo incontro mi è piaciuto perché è stato molto interessante e perché non mi era mai capitato di incontrare una scrittrice!

  10. Miriam scrive:

    Il 10 ottobre abbiamo avuto il piacere d’incontrare la giornalista Viviana Mazza che oltre ad essere una giornalista è anche la scrittrice del libro: “Storia di Malala”. Questo libro mi è piaciuto molto perché ci fa aprire gli occhi sulle realtà del Pakistan… di Malala. Mi sono piaciuti il suo carattere e la sua forza di volontà: nonostante avesse solo 14 anni ha saputo dire la sua davanti a tutto il mondo.
    Una frase del discorso di Malala che mi ha colpito particolarmente è: “Una penna è più forte di una spada”.

  11. Matteo scrive:

    INCONTRO CON LA GIORNALISTA/SCRITTRICE VIVIANA MAZZA, AUTRICE DEL LIBRO “STORIA DI MALALA”
    L’incontro con la giornalista Viviana Mazza, autrice del libro “Storia di Malala”, mi è piaciuto molto, perché ha approfondito il discorso sul libro che stiamo leggendo spiegandoci da dove è nata questa idea di scrive il libro, dato che nella sua vita lei si è dedicata al mondo del giornalismo. Anche se lei non ha conosciuto Malala di persona, ha saputo spiegarci nel migliore dei modi la sua vita, la sua storia, fino a come è arrivata a parlare all’ONU per sensibilizzare alla noncuranza di milioni di bambini nel mondo, sopratutto nei paesi sotto-sviluppati e di come è iniziata la sua avventura. Malala ha vissuto la sua vita lottando per il diritto all’istruzione. La sua storia è molto complessa dall’inizio da quando ha iniziato a protestare sul suo blog a quando è arrivata in Inghilterra dopo essere scampata alla morte, alla serie di operazioni facciali a cui si è dovuta sottoporre, fino ad arrivare alle nomination per il Premio Nobel per la Pace. Malala, grazie alla sua battaglia, è riuscita a smuovere diverse persone affinché la aiutassero nella sua causa anche sei i talebani hanno cercato di scoraggiarla tramite minacce di morte. Malala dopo l’attentato non prova rancore nei confronti del Talebano che le ha sparato, inoltre la giornalista ci ha spiegato che la famiglia del talebano che l’ha quasi uccisa le ha portato le loro più sentite scuse. Comunque anche dopo questi riconoscimenti Malala non si è montata la testa perché in fondo lei è una ragazzina come tutte le altre. Lei per andare a scuola ha dovuto fare molti sacrifici che altri non sarebbero mai riusciti a fare e tutto ciò lo ha fatto solo per l’istruzione e per convincere la gente che tutti hanno gli stessi diritti e le donne devono essere alla pari con gli uomini, indifferentemente dalla propria posizione sociale. Malala alla fine é un esempio che tutti dovrebbero seguire perché ognuno deve combattere per i propri diritti e per le proprie scelte. La giornalista e l’editore Mondadori vogliono raccontarci la sua storia per farci capire che lei ha lottato per l’istruzione al fine di cercare di portare la cultura nei paesi in degrado; è stata colpita dai Talebani solo perché voleva rendere le persone meno aggirabili da persone più colte di loro che essendo analfabeti sono più esposti a non avere un pensiero loro, quindi a fare tutto ciò che essi gli chiedono… ed è davvero così che deve finire.

  12. Soundous scrive:

    L’incontro con la giornalista Viviana Mazza è stata un’esperienza molto bella, mi è piaciuto ascoltare ciò che ha vissuto in prima persona.
    La giornalista mi ha dato l’impressione di una persona molto curiosa e allo stesso tempo coraggiosa, mi ha colpito il fatto che da giornalista abbia potuto scrivere un libro così bello e interessante per i ragazzi della nostra età.
    Mi è piaciuto molto anche come abbia approfondito la storia di Malala.
    Questo incontro mi è piaciuto molto perché abbiamo potuto parlare e farci spiegare dalla scrittrice molte cose che non erano tanto chiare .

  13. LOREDANA scrive:

    Voglio scrivere il mio riassunto sul discorso di Malala :
    Malala una donna o meglio dire una ragazza di solo 16 anni che il 9 dicembre del 2012 e stata colpita con degli spari in testa dai talebani (i terroristi che hanno impedito agli afgani di fare tante cose e che non vogliono l’istruzione e distruggono le scuole). Malala espone il suo discorso alle Nazioni unite, perchè era candidata per il premio nobel per la pace. Malala racconta tutto quello che succede e l’importanza dell’istruzione dei bambini, lei dice che se anche i talebani gli hanno sparato in testa non è contro di loro e ci dice che questa è pietà che ha imparato da Maometto, il profeta della misericordia da Gesù Cristo e da Budda, e che quella è l’eredità del cambiamento che ha ereditato da Martin Luther King e Nelson Mandela e da Mohammed Alì. Malala dice parole molto sagge e credo che abbia colpito tutte quelle persone che l’hanno vista lottare per i diritti delle donne e dei bambini. E’ bello anche quando dice “Cari fratelli e sorelle, capiamo l’importanza della luce quando vediamo l’oscurità, capiamo l’importanza della nostra voce quando veniamo zittiti “. Il detto “la penna è piu forte della spada”. Le parole che dice Malala mi fanno capire che l’insegnamento è una cosa molto importante per tutti e che una penna, un libro e un insegnante possono cambiare il mondo. I terroristi hanno paura dell’istituzione e delle donne coraggiose e del loro potere perchè hanno ucciso tante studentesse, tante maestre e hanno paura del cambiamento. L’educazione di un bambino è anche responsabiltà e un dovere. In Pakistan e in Afganistan terroristi, conflitti e guerre impediscono ai bambini di andare a scuola. Un tempo le donne chiedevano agli uomini di difendere i loro diritti, ma adesso lo fanno da sole. Malala chiede al governo la pace per le donne e per tutti, e l’istruzione in tutto il mondo. Malala finisce il suo discorso dicendo che l’educazione viene prima di tutto. Per Malala la pace e l’educazione per i bambini è molto importante, ed io la ammiro tanto perchè ha avuto il coraggio di dire tutto quello che era giusto per tutto il mondo e sopratutto per i diritti delle donne. Ha affrontato tutte queste cose solo per il cambiamento.

  14. nicholas scrive:

    L’incontro con la scrittrice Viviana Mazza, ci era stato presentato in un primo momento, solo come un incontro per capire la storia di Malala, ma non si è mostrato così questo “ritrovo”.
    Quando la scrittrice ha iniziato a spiegare come e perchè ha scritto il libro, mi è piaciuto molto anche perchè è difficile, a mio parere, scrivere un libro.
    Dopo la presentazione del libro abbiamo iniziato a fare domande del tipo: come si scrive un libro? Come mai ha deciso di scrivere questa storia? Hai mai incontrato Malala? E le due ore sono passate così veloci che quasi mi spiaceva tornare a lezione.
    Secondo me, non avere istruzione è ingiusto, sopratutto quando le lezioni vengono date solo ai maschi e non alle femmine o vice versa perchè, comuque, anche se noi che riceviamo un’istruzione ci lamentiamo, sappiamo anche che ci serve per costruirci un futuro e trovare il nostro posto in questo mondo.

  15. camilla scrive:

    A me questo libro piace molto perchè, parla di una storia vera e quindi possiamo documentarci sulla vicenda. La giornalista ci ha detto che Malala era già abbastanza conosciuta in Pakistan, perchè prima dell’ attentato lei già combatteva per l’istruzione ed è questo che mi ha colpito di lei: la sua DETERMINAZIONE.

  16. B.paul scrive:

    Il libro Storia di Malala: si tratta di una storia vera in Pakistan.
    Il discorso di Malala che ha tenuto in America tratta di uguaglianza e fratellanza.
    La cosa del discorso che mi è piaciuta di più è stata quando ha detto che con un foglio e una penna possiamo cambiare il Mondo: siamo tutti uguali in un mondo diverso.

  17. Eliana scrive:

    Il 10 ottobre abbiamo avuto l’onore di avere con noi la giornalista Viviana Mazza che ci ha spiegato perchè e per che cosa aveva deciso di scrivere il libro ” La Storia di Malala “.
    La parte che mi ha colpito di più è che dopo tutto quello che ha passato, Malala ha continuato a lottare per quello che credeva veramente e non ha mai ceduto! In questo l’ammiro molto, anche se le hanno sparato lei ha sempre creduto in quello in cui credeva e questo le dona un grande onore. Malala ha una grande forza di volontà e un cuore davvero grande se ha voluto fare tutto questo, non si è mai arresa di fronte a niente e si è sempre rialzata qualunque ostacolo avesse di fronte. Mi ha colpito molto quando Malala ha detto che non odia nessuno e neanche il Talebano che le ha sparato mentre tornava da scuola.

  18. Alessia scrive:

    Il libro sulla storia di Malala mi è particolarmente piaciuto, perchè è molto coinvolgente.
    Malala è una ragazza coraggiosa e determinata, che lotta per il diritto all’ istruzione delle donne, sfidando i talebani.
    Mi ha molto colpito la sua storia. Lei era tra i candidati, quest’ anno, al premio nobel per la pace, anche se alla fine ad aggiudicarselo è stata l’ OPAC, un’ organizzazione contro l’uso delle armi chimiche.
    L’ incontro con l’autrice del libro “La storia di Malala” è stato molto interessante perchè ci ha spiegato i vari aspetti di un paese, il Pakistan,che prima ignoravo.
    Inoltre ci ha riassunto il libro e ci ha spiegato cos’ è successo dopo la sparatoria del 2012.
    Malala è un esempio da seguire che ci insegna a lottare per i nostri diritti e per i nostri ideali.
    Solo con il coraggio e la determinazione si può costruire un mondo migliore.

  19. Valentina scrive:

    Questo mese la nostra classe sta leggendo il libro ”La Storia di Malala”, scritto da Viviana Mazza. E’ un libro molto interessante secondo me specialmente perché racconta una storia vera. Malala, la protagonista, mi sembra una ragazza molto in gamba ed educata con tanta voglia di vivere, ma specialmente di andare a scuola e imparare nuove cose. Malala, lottando per il diritto all’istruzione, ha rischiato la propria vita e per questo è stata anche candidata al Nobel per la Pace, che però non ha vinto. Devo essere sincera, per me Malala non e né una leggenda né un’ eroina, perché come lei ci sono tantissime ragazze, vittime di attentati e volenze, che ogni giorno lottano in silenzio per i loro diritti; lei ha avuto solo la fortuna che il suo caso sia stato estremamente pubblicizzato. In ogni angolo del mondo ci sono tante ”guerriere” che lottano contro la fame, la violenza, lo sfruttamento, la guerra; tante, ma troppo spesso dimenticate e abbandonate al loro destino

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